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July 18 Victor HugoEgli è libero di andare o di non andare affatto su quel terribile promontorio del pensiero donde si vedono le tenebre.
Se non ci va affatto,
egli resta nella vita comune,
nella coscienza comune,
nella virtù comune,
nella fede comune,
nel dubbio comune,
ed è bene.
Per la pace interiore, evidentemente è meglio.
Se va su quella cima, è preso.
Le profonde onde del prodigio gli sono apparse.
Nessuno guarda impunemente quell'oceano...
Egli si ostina a quell'abisso che attira,
in quel sondaggio dell'inesplorato,
in quella noncuranza della terra e della vita,
in quell'entrare nel proibito,
in quello sforzo per toccare l'impalpabile,
in quello sguardo sull'invisibile,
ci rivà, ci ritorna, vi si affaccia, vi si sporge, fa un passo, poi due,
ed è così che si penetra nell'impenetrabile,
ed è così che si va nell'allargarsi senza limiti della condizione infinita.
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